AGCOM fa chiarezza: quando gli operatori possono usare il termine “Fibra”

Andiamo dritti al punto: se il collegamento ad altissima velocità arriva fino a casa, allora lo si potrà chiamare fibra ottica, altrimenti si dovrà usare una definizione un po’ diversa. Cerchiamo di capire quale.

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha stabilito che d’ora in poi, nelle comunicazioni commerciali, i provider potranno utilizzare la definizione “fibra ottica” solo per i servizi poggiati su infrastrutture Fiber to the Home (Ftth) o su Fiber to the building (Fttb).

Solo se i cavi ottici arrivano dalle dorsali, alle centrali fino all’appartamento, all’ufficio o alle fondamenta dell’edificio, dunque, le comunicazioni pubblicitarie e i contratti dell’operatore recheranno la dicitura “fibra”. Si dovrà invece parlare di “fibra su rete mista rame” per tutte le offerte basate su infrastruttura Fiber to the Cabinet (Fttc), in cui cioè il collegamento ottico si fermi agli armadi. La distanza fra questi ultimi e gli appartamenti, mediamente compresa fra 250 e 300 metri, è invece coperta dall’infrastruttura telefonica in rame. La definizione “fibra su rete mista rame” andrà usata anche laddove i cavi ottici raggiungono solo la stazione radio base, cioè nelle offerte di Fixed Wireless Access (Fwa).

 

Con l’entrata in vigore del decreto legge n. 148 del 16 ottobre 2017 gli operatori dovranno poi rendere ancora più trasparenti le caratteristiche della tecnologia usata: dovranno usare le definizioni Ftth, Fttc ed Fttb sia nei contratti sia nelle comunicazioni pubblicitarie.

FTTH, FTTB, FTTC, FWA e ADSL: sono tutte abbreviazioni complicate da ricordare per chi non è solito a questa terminologia, ma una cosa è chiara: è “Fibra” solo se è basata su FTTH o FTTB (Fiber To The Home o Fiber-To-The-Basement).

 

 

 

 

 

Per rendere più comprensibili le comunicazioni ai consumatori sono stati previsti anche degli specifici simboli di accompagnamento, e poter riconoscere a colpo d’occhio il tipo di infrastruttura utilizzato per i vari servizi di connettività:
– Sigla F “fibra” (colore verde). Le infrastrutture basate su fibra ottica fino all’unità immobiliare o all’edificio dell’abbonato (casi FTTB e FTTH).
– Sigla FR “fibra mista rame” o “fibra mista radio” (colore giallo). Architetture in cui la fibra ottica viene usata solo fino a nodi intermedi (casi FTTC e FWA).
– Sigla R “fibra rame” o “fibra radio” (colore rosso). Configurazioni di rete che non prevedono l’utilizzo della fibra ottica nella rete d’accesso e/o che comunque non abilitano l’utilizzo di servizi a banda ultralarga (connettività ADSL, HiperLAN e similari).
L’utilizzo dei nuovi simboli approvati dall’Autorità viene avviato, in via sperimentale, per un periodo compreso tra l’entrata in vigore del provvedimento fino al 31 dicembre 2018.

Come fare per verificare la copertura della fibra TIM allo stato attuale? È possibile verificare la copertura fibra TIM a livello di centrale e di armadio stradale attraverso il portale Planetel

 

 

Fonte:
https://www.ilsoftware.it/articoli.asp?tag=Fibra-ottica-FTTH-FTTB-FTTC-FWA-e-ADSL-gli-operatori-dovranno-specificare-la-tecnologia-usata_17674

https://www.ilsoftware.it/articoli.asp?tag=Copertura-fibra-TIM-gli-strumenti-piu-utili-per-le-verifiche_16907

By |2018-07-25T18:47:09+00:00luglio 25th, 2018|News|0 Comments

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